
Al presidio che si è tenuto a Milano era presente anche una delegazione dei 160 lavoratori del Centro di riabilitazione “Spalenza” di Rovato che è una delle 29 strutture della don Gnocchi presenti in Italia.
Alla disdetta del contratto nazionale della sanità privata, le organizzazioni sindacali hanno risposto con la sospensione di una serie di accordi regionali sottoscritti nel 2013 in base ai quali – in cambio dell’impegno della Fondazione a mantenere il contratto nazionale – i lavoratori hanno dato un contributo rilevante al risanamento economico della Fondazione, garantendo 80 ore lavorative extra non retribuite, oltre a rinunciare a due giornate di ferie annue,
“Non accettiamo –spiegano le organizzazioni sindacali – che la Fondazione approfitti ulteriormente del senso di responsabilità sin qui dimostrato dai lavoratori. L’azione gravissima messa in atto dalla don Gnocchi rischia di far precipitare nella crisi totale una realtà del sistema sociosanitario lombardo fondata su valori sociali, umani e religiosi” che andrebbero meglio testimoniati.