“Casa di Dio”, bene gli investimenti sulle strutture. A quando quelli sul personale?
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“Casa di Dio”, bene gli investimenti sulle strutture. A quando quelli sul personale?

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Pubblicato il 19 Ottobre 2015

casa di dio - rsa - bresciaLa scorsa settimana, a meno di un anno dall’insediamento, il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione “Casa di Dio”, la più importante delle realtà bresciane nel campo dell’assistenza residenziale per gli anziani, ha convocato una conferenza stampa per comunicare quello che agli orecchi delle organizzazioni sindacali è sembrato un miracolo.

Per anni, infatti, la precedente gestione della Fondazione aveva respinto ogni richiesta sindacale dichiarando che “non vi erano disponibilità economiche da investire sugli operatori – scrivono Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil Fpl in una lettera pubblicata questa mattina dal Giornale di Brescia – e chiedendoci di responsabilizzarci, di evitare richieste economiche che potessero mettere in crisi la stabilità del bilancio”.

IL TESORETTO NASCOSTO
Oggi però “Casa di Dio” annuncia di avere a disposizione un tesoretto di 2 milioni di euro.

Riferendo della conferenza stampa della presidente Irene Marchina, Bresciaoggi [Investimenti per un milione di euro] scriveva: “Gode di ottima salute la fondazione Casa di Dio onlus. Grazie alla cospicua liquidità e ai beni posseduti, la nuova governance (in carica da gennaio) ha annunciato una serie di investimenti da circa un milione di euro, a cui se ne potrebbero aggiungere altri per oltre 4 milioni di euro. Interventi possono essere fatti grazie alle amministrazioni precedenti che, prima con la gestione Mantovani e poi con la gestione Gipponi, hanno lasciato un avanzo di circa 2 milioni di euro”.

Non meno esplicito il Giornale di Brescia [Un milione di progetti]: “Se hai basi solide e liquidità in banca sufficiente a dormire tra due guanciali, cosa puoi fare? Puoi investire e… pensare in grande“.

INVESTIRE ANCHE SUL PERSONALE
Bene. “Considerando che oggi il bilancio aziendale lo permette – incalzano le organizzazioni sindacali – si rende necessaria una accelerazione delle decisioni in merito ai problemi legati al personale, che sicuramente verranno agevolate dalle condizioni economiche positive”. C’è bisogno di investire non solo sui muri – concludono Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil Fpl – “ma anche sugli operatori, che in fondo sono gli artefici che permettono alla Fondazione di essere positivamente all’altezza della sfida assistenziale e che oggi si aspettano positive risposte alle loro legittime richieste, ovviamente in uno spirito di collaborazione”.

 

la lettera di Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil Flp
Casa di Dio – Tra bilancio e personale