Prosegue la guerra di parole sulla gestione dell’aeroporto Brescia-Montichiari
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Prosegue la guerra di parole sulla gestione dell’aeroporto Brescia-Montichiari

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Pubblicato il 6 Ottobre 2015

Nuova puntata dello scontro tra Venezia/Verona e Bergamo – intese come società di gestione dei rispettivi aeroporti – sul controllo dell’aeroporto di Brescia Montichiari.

UN RICORSO CHE BRUCIA
Enrico Marchi, presidente della Save (la società che gestisce l’aeroporto di Venezia e che controlla il 40% dello scalo di Verona) è intervenuto sul ricorso al Tar presentato dalla Sacbo (che gestisce lo scalo di Bergamo Orio al Serio) contro l’affidamento (senza gara) dell’aeroporto bresciano ai veronesi deciso dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

SAVE vs SABCO
L’azione di Bergamo – ha dichiarato Marchi – è stata del tutto inappropriata e può creare problemi non solo a Venezia ma al governo italiano e all’Italia, che rischia una procedura d’infrazione. Mi auguro che i bergamaschi prendano coscienza della realtà e alla fine recedano da questa azione del tutto incomprensibile perché poi, alla fine, se viene tolta la concessione alla Catullo questa viene messa in gara e vincono Francoforte o Parigi. Si tratta di fare gli interessi nazionali e cercare di tenere in Italia le nostre realtà infrastrutturali”.

QUINDI…
Molto meglio, sembra di leggere tra le righe della dichiarazione del manager veneto, tenere lo scalo di Brescia sottoutilizzato, vanificare gli ingenti investimenti pubblici, non dare prospettive ai lavoratori, perpetuare l’idea di una cattedrale nel deserto! Forse la preoccupazione del presidente della Save non è tanto quella degli stranieri, ma l’alleanza che sta nascendo tra Sabco-Sea (Bergamo-Milano) che avrebbe tutte le carte per partecipare ad una gara internazionale e forse anche di vincerla.