
I FATTI
“I Consigli d’amministrazione di Sea e Sacbo – hanno scritto ieri pomeriggio le agenzie di stampa – hanno visionato i risultati di una ricerca realizzata per valutare la possibilità di creare un unico soggetto a cui afferiscano l’aeroporto di Orio al Serio e quelli milanesi di Malpensa e Linate. Una nota delle due società spiega che i rispettivi Consigli di amministrazione hanno riconosciuto la validità? della prospettiva e hanno dato mandato ai presidenti e agli azionisti di valutare le possibili soluzioni per rendere operativo il processo d’integrazione”.
COSA C’ENTRA BRESCIA-MONTICHIARI?
La gestione dello scalo bresciano è al centro di una durissima contesa. Il 18 marzo del 2013 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (retto allora da Corrado Passera) assegnò ai veronesi della Catullo S.p.A. – senza gara – una concessione quarantennale per la gestione dell’aeroporto D’Annunzio di Montichiari. Il 12 febbraio del 2014 la concessione venne annullata dal Tar di Brescia (al quale si erano rivolti i soci bresciani della Catullo e la società di gestione dell’aeroporto di Bergamo) stabilendo la necessità di una gara a livello europeo. L’appello dei veronesi al Consiglio di Stato non ha avuto seguito: lo scorso 1 settembre il Consiglio ha rimandato la decisione alla Corte di Giustizia Europea.
LO SVILUPPO AEROPORTUALE DEL NORD-OVEST LE DIFFICOLTÀ DEL NORD-EST
Secondo gli esperti ci vorranno almeno due anni per avere il pronunciamento della Corte europea, un periodo più che sufficiente a strutturare l’alleanza Milano-Bergamo che avrebbe così molte più chance – anche alla luce delle difficoltà di bilancio denunciate dagli aeroporti veneti – di aggiudicarsi un bando continentale per la gestione dello scalo bresciano. E la prospettiva, per il D’Annunzio, non potrà mai essere peggiore di questi ultimi vent’anni consumati tra velleità campanilistiche della politica nostrana e promesse mai mantenute da parte veneta.