
I FATTI – La multinazionale tedesca Wegmann ha prima acquistato l’azienda bresciana, poi ha trasferito in Germania i macchinari approfittando del periodo di chiusura per le ferie e quando i lavoratori sono rientrati al lavoro hanno trovato le lettere di licenziamento.
L’AZIONE SINDACALE – La Fim Cisl ha avviato con l’azienda una difficile trattativa non solo per quella che la nuova proprietà definisce una scelta irrevocabile – e questo nonostante le assicurazioni su produzione e livelli occupazionali che avevano accompagnato il passaggio di mano della Remog – ma anche per una chiusura rispetto alla richieste di miglioramento degli incentivi alla mobilità.
LE PROSPETTIVE SECONDO LA MULTINAZIONALE – Dei 32 dipendenti Remog la Wegmann pare intenzionata a confermare al lavoro soltanto i 6 impiegati insistendo invece sul licenziamento per i 26 operai.
COSA PUÒ FARE LA COMMISSIONE REGIONALE – C’è attesa per l’audizione in Regione di domani – impegno che il consigliere bresciano Rolfi aveva assunto visitando il presidio lo scorso 7 settembre – anche per capire dal dialogo con i componenti della Commissione se e quali iniziative istituzionali potranno essere messe in atto a sostegno dei lavoratori e della loro battaglia in difesa del posto di lavoro.