
“Una decisione presa senza considerare alcuna possibile alternativa – ha ricordato Diego Zorzi della Cisl Funzione Pubblica provinciale – contando su una clausola di riassunzione inserita dal Comune nel contratto con la cooperativa che ha vinto l’appalto priva di ogni garanzia sul mantenimento della professionalità e dell’anzianità di servizio dei lavoratori”.
I LAVORATORI HANNO RIFIUTATO DI PASSARE
ALLA COOPERATIVA PERCHÉ’…
Proprio stamattina anche il Giornale di Brescia ha ripreso la lettera aperta dei rappresentanti dei lavoratori pubblicando lo stralcio in cui spiegano perché i dipendenti hanno rifiutato di avvalersi di quella clausola: “La Cooperativa ha sì proposto l’assunzione ai lavoratori licenziati, ma con una retribuzione di molto inferiore all’attuale e una anzianità a zero. Cioè nuovi assunti, come fossero diciottenni alla prima esperienza di lavoro, compreso l’obbligo di superare il periodo di prova. In più essendo nuovi assunti avrebbero avuto il contratto a tutele crescenti, cioè senza tutela sul licenziamento, e una prevedibile penalizzazione sul calcolo della pensione”.
UN EPISODIO GRAVE CHE APRE PESANTI INTERROGATIVI
L’iniziativa di questa mattina è la prima di una serie che le organizzazioni sindacali hanno in programma per tenere viva l’attenzione su un episodio che da tutti i punti di vista appare gravissimo:
- per le conseguenze immediate sui lavoratori;
- per la fine del rapporto di fiducia e di collaborazione che in un accordo sindacale del 2013 aveva portato i lavoratori del Richiedei a farsi carico di buona parte dei sacrifici necessari al risanamento dell’ente;
- per gli interrogativi che apre sulla capacità della struttura di mettere i suoi servizi a disposizione del territorio;
- per come nei bandi di gara pubblici non si contempli in maniera adeguata il valore del lavoro, della professionalità e dell’esperienza di chi è chiamato a svolgere un servizio così delicato come quello dell’assistenza domiciliare agli anziani.