
RICHIEDEI E COMUNE SEMBRANO GIOCARE AL RIMPIATTINO
“Sottoscrivere cinque lettere di licenziamento – ha dichiarato al giornale Carlo Bonometti, presidente della Fondazione Richiedei – non è mai piacevole; tuttavia ciò è stato reso meno gravoso dalla certezza che un altro posto di lavoro veniva assicurato ai lavoratori interessati”.
Bonometti fa riferimento ad una una clausola di salvaguardia voluta dal Comune e spiegata così dal sindaco di Gussago, Bruno Marchina: “Nel nuovo contratto d’appalto abbiamo inserito una clausola che obbliga la Cooperativa ‘La Vela’, vincitrice della gara, a reimpiegare il personale del Richiedei. Sono i lavoratori a non aver accettato, preferendo fare ricorso al giudice del lavoro”.
PROPOSTE AL RIBASSO
CHE AZZERANO PROFESSIONALITÀ ED ESPERIENZA
La verità – spiegano in una lettera i segretari di Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil – è che “a questi lavoratori sono state fatte splendide proposte che li penalizzano sul piano economico e professionale. Infatti la Cooperativa ha proposto l’assunzione ma con una retribuzione di molto inferiore all´attuale e una anzianità a zero. Cioè nuovi assunti, come fossero diciottenni alla prima esperienza di lavoro, compreso l´obbligo di superare il periodo di prova. In più essendo nuovi assunti avranno il contratto a tutele crescenti cioè senza tutela sul licenziamento e una prevedibile penalizzazione sul calcolo della pensione”.
LA SORDITÀ DEL RICHIEDEI
“Ovviamente – continuano i rappresentanti dei lavoratori – abbiamo chiesto al Richiedei di verificare la possibilità di mantenere i lavoratori nella struttura in altra attività, coprendo prossime uscite per pensionamenti o cessazioni di vario tipo, già prevedibili a breve. Si sarebbe potuta anche aprire una procedura di richiesta di cassa integrazione o contratti di solidarietà temporanea in attesa della ricollocazione. La trattativa con il presidente del Richiedei si è presentata subito in salita per l´indisponibilità a considerare i problemi dei lavoratori e una certa propensione a cercare esclusivamente il tornaconto economico spicciolo della struttura, trattando i lavoratori e la lavoratrici come oggetti piuttosto che persone. Nessuna delle proposte delle organizzazioni sindacali è stata presa in considerazione e solo per due lavoratrici è stata trovata una ricollocazione. E così siamo arrivati al licenziamento di 5 persone, che impugneremo davanti al giudice del lavoro”.
RAPPORTI COMPROMESSI
“Il risultato di questa trattativa – concludono Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil – segnerà anche per il futuro i rapporti con questo Consiglio di Amministrazione che non è stato in grado di trovare soluzioni per un problema che aveva molte possibilità di risolversi con poco sforzo. Dopo questa brutta storia temiamo molto per il futuro della struttura. Fra l´altro, ma davvero un polo geriatrico può non avere il servizio di assistenza domiciliare?”.
POST SCRIPTUM
Il Giornale di Brescia pubblica questa mattina a pagina 19 un ampio articolo sulla vicenda, ma mentre dà ampio risalto alle posizioni del Richiedei e del Comune, della lettera delle organizzazioni sindacali riporta unicamente il passaggio sul ricorso al giudice, non quello con la spiegazione delle condizioni penalizzanti che hanno portato i lavoratori a rifiutare il reimpiego nella cooperativa vincitrice dell’appalto.
Il testo integrale della Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil è invece pubblicato questa mattina da Bresciaoggi nella pagina delle Lettere al direttore.