Il Richiedei perde un appalto e licenzia. I lavoratori ricorrono al giudice del lavoro
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Il Richiedei perde un appalto e licenzia. I lavoratori ricorrono al giudice del lavoro

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Pubblicato il 17 Settembre 2015

Ospedale Casa di cura Rchiedei a Gussago (Bs)Bufera al Richiedei, titola questa mattina il Giornale di Brescia riferendo del licenziamento di cinque lavoratori della struttura socio sanitaria di Gussago dopo che l’ospedale ha perso la gara d’appalto indetta dal Comune per l’assegnazione dei servizi di assistenza domiciliare. A vincere l’appalto è stata la Cooperativa “La Vela”. Le organizzazioni sindacali hanno annunciato il ricorso al giudice del lavoro.

RICHIEDEI E COMUNE SEMBRANO GIOCARE AL RIMPIATTINO
“Sottoscrivere cinque lettere di licenziamento – ha dichiarato al giornale Carlo Bonometti, presidente della Fondazione Richiedei – non è mai piacevole; tuttavia ciò è stato reso meno gravoso dalla certezza che un altro posto di lavoro veniva assicurato ai lavoratori interessati”.

Bonometti fa riferimento ad una una clausola di salvaguardia voluta dal Comune e spiegata così dal sindaco di Gussago, Bruno Marchina: “Nel nuovo contratto d’appalto abbiamo inserito una clausola che obbliga la Cooperativa ‘La Vela’, vincitrice della gara, a reimpiegare il personale del Richiedei. Sono i lavoratori a non aver accettato, preferendo fare ricorso al giudice del lavoro”.

PROPOSTE AL RIBASSO
CHE AZZERANO PROFESSIONALITÀ ED ESPERIENZA 

La verità – spiegano in una lettera i segretari di Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil – è che “a questi lavoratori sono state fatte splendide proposte che li penalizzano sul piano economico e professionale. Infatti la Cooperativa ha proposto l’assunzione ma con una retribuzione di molto inferiore all´attuale e una anzianità a zero. Cioè nuovi assunti, come fossero diciottenni alla prima esperienza di lavoro, compreso l´obbligo di superare il periodo di prova. In più essendo nuovi assunti avranno il contratto a tutele crescenti cioè senza tutela sul licenziamento e una prevedibile penalizzazione sul calcolo della pensione”.

LA SORDITÀ DEL RICHIEDEI
“Ovviamente – continuano i rappresentanti dei lavoratori – abbiamo chiesto al Richiedei di verificare la possibilità di mantenere i lavoratori nella struttura in altra attività, coprendo prossime uscite per pensionamenti o cessazioni di vario tipo, già prevedibili a breve. Si sarebbe potuta anche aprire una procedura di richiesta di cassa integrazione o contratti di solidarietà temporanea in attesa della ricollocazione. La trattativa con il presidente del Richiedei si è presentata subito in salita per l´indisponibilità a considerare i problemi dei lavoratori e una certa propensione a cercare esclusivamente il tornaconto economico spicciolo della struttura, trattando i lavoratori e la lavoratrici come oggetti piuttosto che persone. Nessuna delle proposte delle organizzazioni sindacali è stata presa in considerazione e solo per due lavoratrici è stata trovata una ricollocazione. E così siamo arrivati al licenziamento di 5 persone, che impugneremo davanti al giudice del lavoro”.

RAPPORTI COMPROMESSI
Il risultato di questa trattativa – concludono Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil – segnerà anche per il futuro i rapporti con questo Consiglio di Amministrazione che non è stato in grado di trovare soluzioni per un problema che aveva molte possibilità di risolversi con poco sforzo. Dopo questa brutta storia temiamo molto per il futuro della struttura. Fra l´altro, ma davvero un polo geriatrico può non avere il servizio di assistenza domiciliare?”.

 

POST SCRIPTUM
Il Giornale di Brescia pubblica questa mattina a pagina 19 un ampio articolo sulla vicenda, ma mentre dà ampio risalto alle posizioni del Richiedei e del Comune, della lettera delle organizzazioni sindacali riporta unicamente il passaggio sul ricorso al giudice, non quello con la spiegazione delle condizioni penalizzanti che hanno portato i lavoratori a rifiutare il reimpiego nella cooperativa vincitrice dell’appalto.

Il testo integrale della Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil è invece pubblicato questa mattina  da Bresciaoggi nella pagina delle Lettere al direttore.