Cevo e Marzabotto, la memoria delle comunità ferite dalla follia del nazifascismo
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Cevo e Marzabotto, la memoria delle comunità ferite dalla follia del nazifascismo

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Pubblicato il 18 Luglio 2015

11 - Cevo 2015Luigi Monella, partigiano della 54a Brigata Garibaldi caduto in combattimento. Qui il 3 luglio 1944 i fascisti cosparsero la bara di benzina e la diedero alle fiamme. Iniziò così l’incendio di Cevo”.

E’ ciò che si legge nella semplice targa posta sopra un muro in una delle strade del paese della Val Saviore. Non un muro qualsiasi, ovviamente, ma quello al quale un tempo si appoggiava la casa della famiglia Molella, distrutta dalla furia rabbiosa dai fascisti che volevano schiacciare la Resistenza.

La targa è stata inaugurata il 5 luglio. A scoprirla è stata la sorella di Luigi Molella che ha partecipato alla manifestazione – promossa dal Comune e dalle associazioni partigiane con il sostegno di Cgil Cisl Uil – stringendo tra le mani una fotografia del fratello. E’ stato uno dei momenti più toccanti della giornata, alla quale ha partecipato come oratore ufficiale il sindaco di Marzabotto, cittadina dell’appennino bolognese teatro del più efferato eccidio nazifascista della seconda guerra mondiale.

 

CEVO 5 LUGLIO 2015 – La cronaca della giornata