Province, i sindacati bocciano il decreto mobilità
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Province, i sindacati bocciano il decreto mobilità

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Pubblicato il 15 Luglio 2015

PROVINCEIl Governo non trova il bandolo della matassa per sbrogliare il caos Province. Un caos che, denunciano i sindacati del pubblico impiego dopo aver incontrato il Governo, rischia di essere aggravato dal decreto mobilità.

Per ora il decreto è solo una bozza. Ma una bozza che mette in allarme i sindacati. Secondo Fp Cgil, Cisl Funzione Pubblica e Uil Fpl, infatti, il testo mette a rischio il salario accessorio e trascura completamente le funzioni e le competenze dei lavoratori.

 

NESSUN CIRCOLO VIRTUOSO
“Altro che circolo virtuoso del ricollocamento”, denunciano le federazioni di categoria. Il decreto non è altro che “il coronamento di un percorso sbagliato in cui ad ogni passaggio il caos non fa che aumentare: dopo l’invenzione di un portale per l’incontro di domanda e offerta pensato per non funzionare, ora si mettono addirittura a rischio i livelli salariali e professionali dei lavoratori”.

BUROCRAZIA OTTOCENTESCA
Da mesi, ricordano i sindacati, “chiediamo di governare il riordino attraverso la riorganizzazione delle funzioni e la mappatura delle competenze”. La risposta dell’Esecutivo, secondo le sigle del pubblico impiego, è “una normativa farraginosa e inutilmente complicata, i cui i dipendenti delle province invece di essere coinvolti per essere reimpiegati nei servizi che servono ai cittadini, vengono abbandonati ad un destino di mobilità selvaggia lasciata alla selezione progressiva per scrematura”. Una procedura da “burocrazia ottocentesca”che, secondo i sindacati, segnala “approssimazione e sciatteria”.

CONTRADDIZIONI
Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, la bozza di decreto contraddice la stessa legge Delrio e gli accordi integrativi che avevano garantito, per i lavoratori in soprannumero, il salario accessorio in godimento. Il decreto, spiegano, riduce le garanzie a una sola parte della retribuzione, ignorando che, fatte salve le progressioni economiche orizzontali, ogni indennità di salario accessorio è fortemente connessa alle competenze e alle responsabilità maturate.

APPELLO AL PARLAMENTO
I sindacati annunciano che si opporranno al provvedimento in tutte le sedi e con tutti gli strumenti, a partire dalla conversione in legge del decreto enti locali. Su questo Cgil, Cisl e Uil chiedono al Parlamento “di intervenire per sanare i diversi problemi emersi e offrire prime soluzioni positive”.

FRONTE CALDISSIMO
Il fronte del pubblico impiego resta, dunque, caldissimo. E non solo sul fronte province. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl annunciano una manifestazione nazionale a Roma per mercoledì 29 luglio davanti Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione Pubblica. Obiettivo della protesta l’apertura immediata della stagione dei rinnovi contrattuali e “una vera riorganizzazione della Pa, che passi attraverso la partecipazione e il coinvolgimento dei lavoratori”.

 

conquistedellavoro.it