La Corte Costituzionale ha stabilito l’illegittimità del blocco dei contratti nel pubblico impiego. La pronuncia della Consulta non ha effetto retroattivo.
“La sentenza – ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan – cancella una palese ingiustizia che dura da ben sei anni nei confronti di milioni di lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego. Aver bloccato con una decisione unilaterale i contratti di lavoro per tutti questi anni, oltre ad aver provocato un impoverimento oggettivo per milioni di dipendenti pubblici, ha arrestato tutti i processi di modernizzazione e di riorganizzazione della pubblica amministrazione che si possono realizzare solo attraverso la contrattazione ed il confronto con il sindacato, sia a livello centrale sia a livello decentrato, in particolare per ridurre gli sprechi e recuperare efficienza e qualità dei servizi”.
“Ora non ci sono più alibi e scuse – ha concluso la sindacalista – e chiediamo al Governo di aprire subito la trattativa per il rinnovo dei contratti pubblici, come si fa in in tutti i paesi civili del mondo dove lo Stato datore di lavoro rinnova i contratti con i propri dipendenti attraverso il dialogo con i sindacati, ricercando il massimo consenso sociale sui provvedimenti di riforma”.