
Sono alcuni passaggi di una lettera che il Giornale di Brescia pubblica oggi nella rubrica della corrispondenza con i suoi lettori. La firma una lavoratrice di 36 anni, mamma di due figli, esasperata dall’ossessione del “sempre aperto” che ha travolto il commercio. “Una festività è una festività per tutti – si legge ancora nella lettera – non siamo lavoratori di serie B e non lavoriamo in un settore di vitale importanza come può essere un ospedale“.
Sconfortante la considerazione finale: “Credo che il rispetto della famiglia venga prima di tutto, ma qui di rispetto non ce n’è più“.
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