
In questi giorni il presidente di Regione Lombardia ha lanciato la sua proposta di reddito di cittadinanza, progressivamente modificatasi, anche in ragione delle sollecitazioni lanciate dai sindacati confederali, che hanno chiesto prima di tutto di agganciare la condizione di reddito alla ricerca di lavoro, soprattutto per le fasce più deboli e senza discriminazioni, non rinunciando, nel contempo, alla richiesta – nazionale e regionale – del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, a partire dalla cassa in deroga in scadenza al 31 maggio per circa 5.000 lavoratori lombardi, quale strumento “efficace” per il mantenimento della coesione sociale.
Cgil Cisl Uil Lombardia ritengono necessario che la proposta sul reddito di cittadinanza abbia tre cardini indispensabili:
- un collegamento diretto tra la condizione reddituale e la ricerca attiva di occupazione, inserendoli con modalità specifiche nel sistema dote unica lavoro, a partire dalle persone più svantaggiate quali gli over 50 anni e i portatori di disabilità, creando ovviamente le condizioni per la creazione di lavoro;
- privilegiare le fasce di popolazione in condizione di maggiore fragilità sociale e reddituale;
- un utilizzo delle risorse disponibili, dai fondi europei alle risorse regionali, che non determinino scambi impropri con le risorse che debbono essere disponibili per la riduzione della compartecipazione alla spesa, a partire dai ticket e dalle rette dei servizi alla persona.