
DISIMPEGNO E APPROSSIMAZIONE DELLA PROPRIETÀ
I sindacati protestano per il disimpegno della proprietà e l’approssimazione del management che in questi ultimi anni hanno portato il gruppo al collasso economico-finanziario e che oggi avviano lo “smantellamento” di 34 punti vendita considerati meno performanti (nel bresciano quello di Castegnato, alle porte della città, con 39 dipendenti) senza alcun confronto con i rappresentanti dei lavoratori.
Nonostante chiedessimo da mesi un confronto di merito sui negozi a rischio – denuncia la Fisascat – la lista delle chiusure ci è stata fornita a decisioni prese, impedendo di fatto ogni valutazione sull’effettivo andamento dei punti vendita.
PREOCCUPAZIONE CRESCENTE PER I LAVORATORI
Un comportamento che preoccupa anche per quanto riguarda il futuro dei dipendenti dei punti vendita in liquidazione, lavoratori ai quali si applica il contratto di solidarietà ma che hanno ore lavorabili in eccesso rispetto al fabbisogno orario per saturare il servizio. Il loro destino occupazionale è per ora legato solo alla evoluzione della procedura di concordato preventivo e all’esito delle trattative per la cessione del gruppo.