
In questo modo – scrivono le associazioni firmatarie del documento – “gli immigrati rischiano di diventare, più di altre figure sociali, i soggetti esposti per essere arruolati nelle file di una protesta non finalizzata”. Una protesta fine a se stessa – questa in sostanza la denuncia – orchestrata da chi con il pretesto dei diritti coltiva lo scontro sociale.
No a presidi fini a se stessi – si legge ancora nella presa di posizione d Cisl, Uil, Associazione Centro Migranti, Acli e Mcl –vogliamo invece “presidiare il territorio per costruire una solidale convivenza multietnica, multiculturale, multireligiosa, perché con l’impegno di ascolto e di mediazione culturale tra religioni, valori, culture, tradizioni, costumi e consuetudini diverse si costruisca una comunità consapevole seppur ricca di presenze di diversa provenienza”.
No a scontri e violenza – conclude il documento – perché solo il dialogo è la strada per trovare “risposte ai problemi che vivono le comunità straniere presenti nel nostro Paese”, evitando l’alimentazione di contrasti con la comunità bresciana che ha ampiamente dimostrato di essere “sempre aperta e disponibile all’ascolto e all’accoglienza”.
leggi QUI il testo del documento Cisl, Uil, Centro Migranti, Acli e Mcl