
“Brescia è una provincia nevralgica per il credito – sottolinea la Fiba Cisl assieme alle altre sigle sindacali – con la più alta concentrazione di sportelli per abitante d’Italia, uno ogni 1200”, a rispecchiare un dinamismo economico e produttivo che oggi ha bisogno di trovare nel sistema del credito un partner e non un ostacolo.
Non possono risolvere i problemi del settore come sta facendo l’Abi, l’associazione delle banche italiane, agendo unicamente sulla riduzione dei costi del personale, destrutturando autoritariamente il contratto nazionale di lavoro (l’ultima provocazione è la comunicazione della disapplicazione del contratto a far data dal prossimo 1 aprile) e ponendo continue pregiudiziali al tavolo negoziale.
“Un attacco inaccettabile – sintetizzano le organizzazioni sindacali – che suona ancor più stridente se paragonato agli stipendi e alle buone uscite multi milionarie di manager che hanno messo in ginocchio banche dalla storia secolare, mentre a pagarne le spese, fino ad oggi, sono stati i clienti, il territorio ed ora i dipendenti.
Serve una svolta e lo sciopero generale di venerdì – con diverse manifestazioni in tutta Italia, una delle quali a Milano – intende chiederla a gran voce.
Non siamo dei privilegiati (Giornale di Brescia 27.1.2015)
Categoria sotto assedio (Bresciaoggi 27.1.2015)