
- le famiglie spendono in contanti al 41% e risparmiano in depositi bancari per placare l’ansia del futuro;
- le imprese smettono di investire (mantenendo però margini di profitto elevati);
- le persone che non lavorano sono complessivamente 8 milioni;
- le disuguaglianze aumentano corrodendo il ceto medio.
Un Paese che ha cambiato pelle, dove la coesione sociale non tiene più, la solitudine avanza (nonostante l’esplosione dei social network) i giovani e le donne vengono mortificati e la politica bypassa sempre di più i corpi intermedi, senza per questo raccogliere risultati in termini di ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.
La nostra – si legge nel Rapporto – e “una società satura dal capitale inagito”, il Paese delle «sette giare», sette contenitori che ribollono ma non dialogano tra loro: i poteri sovranazionali (Europa in testa), la politica, le istituzioni, le minoranze “vitali”, la gente del quotidiano, il sommerso, i mass media.
Nel sito del CENSIS è possibile leggere e scaricare
diversi capitoli del Rapporto 2014