A Roma la protesta del Pubblico impiego: basta con il blocco contrattuale, confronto subito
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A Roma la protesta del Pubblico impiego: basta con il blocco contrattuale, confronto subito

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Pubblicato il 8 Novembre 2014

alla partenza del corteoSbloccare il contratto, restituendo ai lavoratori pubblici un diritto che da sei anni viene loro negato: per ottenere un giusto adeguamento degli stipendi, per avere voce in capitolo sulla riforma e per il riconoscimento del valore del lavoro pubblico nel rilancio del sistema Paese.

E’ la concretezza degli obiettivi ad unire per le strade di Roma le sigle del Pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, presente una numerosa delegazione di bresciani partiti con tre pullman nel cuore della notte dal piazzale in fianco alla sede Cisl cittadina. Una grande e pacifica manifestazione in cui i dipendenti pubblici chiedono solidarietà e sostegno ai cittadini. C’è anche una banda nel mezzo del corteo, “per sturare le orecchie al Governo” dice qualcuno.

Una risposta così massiccia – affermano i segretari generali della Funzione pubblica di Cgil Cisl Uil – erano anni che non la vedevamo”. La reiterazione da parte del Governo del blocco contrattuale è vissuta infatti non solo come una profonda ingiustizia ma anche come una provocazione inaccettabile per un settore da anni nel mirino di tagli di spesa lineari, di una aggressione a suon di luoghi comuni da parte proprio di quella politica che non sa mettere in campo un progetto di riforma condivisa, e di una serie di trasformazioni che ai dipendenti pubblici chiedono sempre di più anche se sono numericamente sempre di meno.

Accanto alla rivendicazione del rinnovo contrattuale del pubblico impiego, l’altra motivazione della protesta è l’incapacità di confronto dimostrata dal Governo. Anna Maria Furlan, il nuovo segretario nazionale della Cisl, lo ha ribadito dal palco della manifestazione: “Siamo all’assurdo: Renzi fa la consultazione online ma non si confronta con i lavoratori. Da qui gli ribadiamo con forza che i dipendenti pubblici vogliono essere protagonisti della riforma del settore”.