Le parole possono uccidere. Al via una importante campagna contro la discriminazione
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Le parole possono uccidere. Al via una importante campagna contro la discriminazione

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Pubblicato il 4 Novembre 2014

Famiglia_Crisitana_Razzismo_2014a_TPatrocinata dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica, ha preso il via su Avvenire, Famiglia Cristiana e sui 190 settimanali diocesani d’Italia, la campagna di sensibilizzazione sul tema della lotta alla discriminazione che ha come slogan “Le parole possono uccidere”. E’ realizzata dal settimanale Famiglia Cristiana assieme al quotidiano Avvenire, alla Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc) e all’agenzia di pubblicità “Armando Testa”.

Il linguaggio utilizzato è quello tipico della comunicazione pubblicitaria, che contempla codici visivi e testuali particolarmente immediati e incisivi: si vedono alcuni volti “trafitti” da parole denigratorie, frutto di pregiudizi, che assumono la forma di proiettili. Negro, terrorista, ladra e ciccione, queste le quattro parole utilizzate. Quattro insulti che colpiscono chi li riceve come un colpo in testa.

Famiglia Cristiana, Avvenire, i settimanali Fisc approfondiranno il tema e sui siti http://www.famigliacristiana.it, http://www.avvenire.it, http://www.fisc.it dove sarà possibile sottoscrivere l’iniziativa, lasciare un messaggio o raccontare una propria esperienza.

I COMMENTI
Parla del progetto Marco Testa, presidente del Gruppo Armando Testa: “Fin da quando è nata, l’Armando Testa ha cercato di dare il proprio contributo volontario alla comunicazione sociale, sostenendo progetti e associazioni. Fa parte della mission di un’agenzia di comunicazione promuovere idee efficaci che, al servizio dei valori, diventano strumenti importanti di cambiamento. Da qui è nato #migliorisipuò e l’ambizioso progetto con Famiglia Cristiana che, non solo ha aderito all’idea, ma ha anche lavorato per estenderla ad altri partner e per dargli un importante supporto redazionale, un contributo di pensiero inestimabile”.

Il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, ha commentato: “E’ molto comune essere oggi, nel nostro Paese, oggetto di discriminazione. Basta essere immigrati, o anziani o donne. Se poi si è di religione musulmana, oppure obesi o di etnia rom, ancor di più. La cronaca è purtroppo piena di episodi che sembravano scherzi ma sono tragedie. Un giornale, specie se cattolico, non può rimanere inerte, mettere in cronaca l’ennesimo episodio di bullismo, di discriminazione sessuale o di razzismo e passare ad altro. Vogliamo farlo come battaglia di civiltà per il nostro Paese. Vogliamo farlo con i nostri lettori. Migliori si può. Diciamolo a voce alta”.

Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, ha aggiunto: “Usiamo le parole come armi, e questo viene detto con esplosiva efficacia attraverso le immagini costruite dall’Armando Testa per la campagna che accomuna Famiglia Cristiana, i settimanali cattolici riuniti nella Fisc e il giornale Avvenire.

Il presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc), Francesco Zanotti, ha commentato: “La campagna realizzata assieme ha il grande merito di fare comprendere con immediatezza la potenza della parola. Parole come pallottole: raggiungono la persona e la distruggono, come le immagini molto eloquenti di Armando Testa mostrano con efficacia. A questo pericolo si può rispondere solo con la responsabilità. Infine, sulle sinergie tra media cattolici: “Mi pare un gran bel segnale, questa campagna realizzata e attuata assieme: Famiglia Cristiana, Avvenire e i settimanali diocesani della Fisc. Mi limito a una considerazione: basta volerlo”.