
Attraverso ciò che ha vissuto e sta vivendo, la lettrice sviluppa riflessioni – come quelle sull’atteggiamento non solo dell’azienda ma anche dei colleghi rispetto ai problemi della conciliazione – che aiutano a delineare un problema che è questione culturale prima che di organizzazione del lavoro.
Una bella lettera, documentata, ricca di spunti e di utili provocazioni per far uscire il dibattito sulla realtà delle mamme lavoratrici dalle questioni di nicchia in cui viene relegato.