Cassa in deroga, coperture per tutto il 2014. Cambiano però le regole
TORNA INDIETRO

Cassa in deroga, coperture per tutto il 2014. Cambiano però le regole

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 2 Agosto 2014

montaggio-lavoroCambiano le regole della Cassa integrazione e della mobilità in deroga. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha firmato oggi un decreto che limita ad 11 mesi nel 2014 e a 5 per il prossimo la possibilità di accedere a questa particolare forma degli ammortizzatori sociali. Contestualmente – ha sottolineato l’esponente del Governo – sono stati destinate ulteriori risorse rispetto a quanto previsto dalla Legge di stabilità per la copertura delle necessità della cassa in deroga.

Il decreto del Governo ha accolto solo parzialmente le osservazioni critiche che abbiamo avanzato in questi ultimi mesi – commenta la Segreteria della Cisl – e la soluzione individuata sulla durata massima degli ammortizzatori in deroga copre sì le necessità per il 2014, ma rinvia l’emergenza al 2015.

LE NORME E LA TRANSIZIONE – Oltre che sulla durata il decreto del Governo interviene anche su altri aspetti della cassa in deroga: non sarà più possibile utilizzarla in caso di cessazione dell’attività aziendale e occorrerà una maggiore anzianità aziendale per accedere agli ammortizzatori. Al fine di consentire una gestione del passaggio dal precedente all’attuale regime, è previsto un periodo transitorio, limitato al 2014, nel quale sono ammesse specifiche deroghe in ambito nazionale e regionale.

I FONDI – La necessità di reperire nuove risorse è derivata dal fatto che dei 1.400 milioni stanziati dalla legge di stabilità per il 2014, 800 sono stati utilizzati per il 2013. Ai 600 milioni residui, insufficienti rispetto alle necessità, si sommavano 450 milioni di somme residue già assegnate ad alcune Regioni, non utilizzate nel 2013. Si arrivava così ad una disponibilità complessiva di 1.050 milioni. Da qui l’elaborazione di una proposta normativa che incrementa il finanziamento di cassa integrazione e mobilità in deroga di 678 milioni di euro per l’anno 2014, portando le risorse complessivamente disponibili (al netto di 8 milioni che andranno a finanziare la chiusura 2013 delle prestazioni cofinanziate dalla bilateralità in caso di sospensione dell’attività lavorativa) ad 1 miliardo e 720 milioni, 320 milioni in più rispetto ai 1.400 milioni stanziati nella legge di stabilità.

CRITICHE DALLA CISL SULLE MODALITÀ DI COPERTURA DEGLI STANZIAMENTILa copertura di questi stanziamenti – motivo questo di forte perplessità da parte delle organizzazioni sindacali – fa riferimento per buona parte ai fondi interprofessionali per la formazione continua che continua ad essere usata dal Governo come un bancomat. In questo modo – critica la Cisl – per far fronte alle necessità delle politiche passive del lavoro si portano via risorse alle politiche attive, le sole che possono aiutare effettivamente alla ricollocazione dei lavoratori rimasti senza occupazione.