
La crisi, rileva il Rapporto della Cisl, ha colpito soprattutto l’industria manifatturiera e le costruzioni, che hanno subito complessivamente (2008-2013) circa l’89% della diminuzione totale degli occupati, rispettivamente con 482mila e 396mila occupati in meno. Solo le esportazioni, tornate nell’ultimo trimestre del 2013 quasi ai livelli della fine del 2007, hanno impedito una caduta catastrofica dei livelli produttivi.
Nel 2013 nel Mezzogiorno il Pil si è ridotto del 4% e le unità di lavoro del 4,5%; al polo opposto, nel Nord-ovest, il Pil è sceso dello 0,6% e le unità di lavoro dello 0,3%.
Nei settori industriali c’è un mix di ripresa e recessione. Dal lato della produzione, sette settori sono tendenzialmente in ripresa (metallurgia, mezzi di trasporto, gomma e materie plastiche, prodotti chimici e farmaceutici, prodotti tessili e abbigliamento, alimentari).
Cinque settori sono in recessione (apparecchiature elettriche e non elettriche, prodotti petroliferi raffinati, macchinari e attrezzature, computer e prodotti elettronica e ottica, energia elettrica, gas e acqua).
Come contraccolpo della riorganizzazione delle imprese – fa notare la Cisl – negli ultimi due anni il ricorso agli ammortizzatori sociali ha toccato livelli storici. La Cassa Integrazione anche nel 2013 ha superato il miliardo di ore autorizzate, coinvolgendo almeno 300.000 persone in base al “tiraggio” effettivo. Lo strascico di situazioni critiche aziendali evidente nel fatto che la cassa integrazione guadagni straordinaria e la cassa in deroga, indicative di crisi lunghe e ristrutturazioni nelle imprese, coprono ormai circa il 70% delle ore erogate. I dati sulle ore complessive autorizzate di Cassa integrazione nel primo quadrimestre 2014, distribuiti per regioni, mostrano una concentrazione netta in Lombardia (26,2%) e Piemonte (12,4%).