A Brescia manca la metà degli ispettori del lavoro previsti in organico
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A Brescia manca la metà degli ispettori del lavoro previsti in organico

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Pubblicato il 12 Luglio 2014

direzione terrtoriale del lavoroProbabilmente quella di Brescia è in Italia la sede con le maggiori carenze di organico. La Cisl Funzione Pubblica di Brescia non può che sottoscrivere l’appello lanciato nei giorni scorsi dalla Cisl Lombardia perché il Governo metta le Direzioni Territoriali del Lavoro nelle condizioni di poter svolgere i loro compiti. E i primo passo è quello di affrontare la ormai drammatica realtà della mancanza di personale.

NUMERI IMPIETOSI – A scoperchiare il problema sono stati ancora una volta i dati sull’attività ispettiva di questi uffici territoriali del Ministero del Lavoro che mostra un tasso di irregolarità in oltre il 60% dei casi. Ma come si fa ad affrontare seriamente questo fenomeno se per la carenza degli organici i controlli vanno riducendosi sempre di più?

MANCA LA META’ DEGLI ISPETTORI – “Nella Direzione Territoriale del Lavoro di Brescia ci sono 54 ispettori – spiega Marcello Marroccoli, operatore della Cisl Funzione Pubblica provinciale – ma la scopertura rispetto alla pianta organica sfiora il 50%. Ma nemmeno tutti gli ispettori che ci sono possono fare continuativamente la loro attività perché tre o quattro di loro sono comandati a fare attività amministrativa, settore che pure è sotto organico”.

BRESCIA, L’IRREGOLARITÀ E’ DI CASA – Eppure il rapporto della Commissione regionale di coordinamento dell’attività di vigilanza delle direzioni provinciali per il lavoro dice chiaramente che il bresciano, dove tre aziende su quattro presentano situazioni irregolari, è un territorio in cui i controlli sarebbero da intensificare.

AUTOVELOX DI LEGALITÀ – “Viviamo con una cultura elusiva della norma da parte di molti datori di lavoro – commenta Franco Berardi, segretario provinciale della Cisl Funzione Pubblica – ben supportata da tanti commercialisti. Ed è per questo, esattamente come per l’autovelox sulle strade, che una presenza costante e attiva degli ispettori è il miglior deterrente contro irregolarità contrattuali e lavoro nero”.

SERVONO ANCHE PIÙ’ TUTELE – Occorre dunque dotare le strutture del personale previsto, rendere visibile una discontinuità con una strategia che in nome del contenimento dei costi ha finito per depotenziare uffici e servizi pubblici con compiti delicati ed estremamente importanti. “Così come è necessario tutelare la figura professionale degli ispettori – conclude Berardi – che sono esposti a rischi e a violenze, come la cronaca ha dovuto registrare”.