
NUMERI IMPIETOSI – A scoperchiare il problema sono stati ancora una volta i dati sull’attività ispettiva di questi uffici territoriali del Ministero del Lavoro che mostra un tasso di irregolarità in oltre il 60% dei casi. Ma come si fa ad affrontare seriamente questo fenomeno se per la carenza degli organici i controlli vanno riducendosi sempre di più?
MANCA LA META’ DEGLI ISPETTORI – “Nella Direzione Territoriale del Lavoro di Brescia ci sono 54 ispettori – spiega Marcello Marroccoli, operatore della Cisl Funzione Pubblica provinciale – ma la scopertura rispetto alla pianta organica sfiora il 50%. Ma nemmeno tutti gli ispettori che ci sono possono fare continuativamente la loro attività perché tre o quattro di loro sono comandati a fare attività amministrativa, settore che pure è sotto organico”.
BRESCIA, L’IRREGOLARITÀ E’ DI CASA – Eppure il rapporto della Commissione regionale di coordinamento dell’attività di vigilanza delle direzioni provinciali per il lavoro dice chiaramente che il bresciano, dove tre aziende su quattro presentano situazioni irregolari, è un territorio in cui i controlli sarebbero da intensificare.
AUTOVELOX DI LEGALITÀ – “Viviamo con una cultura elusiva della norma da parte di molti datori di lavoro – commenta Franco Berardi, segretario provinciale della Cisl Funzione Pubblica – ben supportata da tanti commercialisti. Ed è per questo, esattamente come per l’autovelox sulle strade, che una presenza costante e attiva degli ispettori è il miglior deterrente contro irregolarità contrattuali e lavoro nero”.
SERVONO ANCHE PIÙ’ TUTELE – Occorre dunque dotare le strutture del personale previsto, rendere visibile una discontinuità con una strategia che in nome del contenimento dei costi ha finito per depotenziare uffici e servizi pubblici con compiti delicati ed estremamente importanti. “Così come è necessario tutelare la figura professionale degli ispettori – conclude Berardi – che sono esposti a rischi e a violenze, come la cronaca ha dovuto registrare”.