
Da questi numeri – scrive la Cisl Lombardia in una nota – emergono forti elementi di preoccupazione: il primo è la consistente e progressiva riduzione del personale ispettivo concretamente impiegato in attività di vigilanza, sceso da 397 ispettori del 2012 ai 353 (-11,08%) dell’anno scorso, e ad oggi quelli in forza effettivamente sono 296; il secondo è il ricorso ancora notevole a contratti di lavoro non conformi alla legge.
Percentualmente i lavoratori irregolari sono diminuiti del 37% rispetto all’anno precedente, ma è solo il risultato della crisi economica e produttiva che ha portato tante aziende alla chiusura. Non si è invece fermato il ricorso a forme di precariato sistematico, anche attraverso l’utilizzo distorto dei contratti, e al lavoro nero.
La Cisl chiede al Governo di intervenire al più presto potenziando il controlli e il coordinamento dei diversi attori coinvolti: nel primo trimestre del 2014 sono già state individuate nella nostra regione 1.679 aziende irregolari, su 3.020 ispezionate, con un tasso di irregolarità del 64%, in crescita rispetto all’anno scorso.
