In calo i morti sul lavoro nel 2013
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In calo i morti sul lavoro nel 2013

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Pubblicato il 9 Luglio 2014

una installazione artistica per ricordare le morti sul lavoroLe morti accertate sul lavoro nel 2013 sono state 660 (18 delle quali sono avvenute nel bresciano), il 17% in meno rispetto all’anno precedente, meno 32% rispetto a cinque anni fa.

Più del 57% degli infortuni (376 casi) è avvenuto durante il percorso per andare al lavoro o nello svolgimento di un’attività che implicava il ricorso a un mezzo di trasporto. I dati sono contenuti nella Relazione annuale dell’INAIL: si tratta di un nuovo minimo storico, il livello più basso da quando è iniziata la rilevazione, ovvero dal 1954.

“Nel giro di pochi anni – commenta ildiariodellavoro.it – abbiamo avuto un terzo di incidenti mortali rispetto al passato. Una bel traguardo. E non finisce qui. Perché anche il numero degli infortuni, tutti, non solo quelli mortali, è in netto calo. Nel 2013 ci sono state 695mila denunce, il 7% in meno rispetto al 2012, addirittura il 21% in meno rispetto al 2009. E lo stesso si può dire per il numero degli infortuni riconosciuti, ossia quelli effettivamente tali per l’INAIL: sono stati 457mila contro i 607mila del 2009”.

“Ha inciso, è bene specificarlo, il calo dell’attività produttiva: meno lavoro c’è, ovviamente meno incidenti accadono. Ma la diminuzione è reale e lo dimostra l’indice di sinistrosità, che l’INAIL calcola mettendo a confronto il numero degli incidenti (tutti, non solo quelli mortali) con il numero dei lavoratori occupati. Questo indice di sinistrosità mostra una tendenza netta alla diminuzione nel corso degli anni. A dimostrazione che non è che ci sono meno morti solo perché si lavora meno, ma perché il numero degli incidenti sta effettivamente calando, anche in termini percentuali”.

Crescono invece le denunce relative alle malattie professionali. L’Istituto ha rilevato nel 2013 circa 51 mila e 900 denunce. Un numero che negli ultimi anni è cresciuto (+47% sul 2009) anche a causa di nuove metodologie. Nel 2008 sono state infatti rinnovate le tabelle per le malattie professionali: è diventato più facile individuare le diverse patologie ed è aumentata la consapevolezza sul fenomeno.