
Il Segretario provinciale della Cisl Funzione Pubblica, Franco Berardi, ha portato al convegno di oggi pomeriggio la voce dei lavoratori più direttamente interessati alla riforma del sistema sanitario regionale.
L’11% DEL PIL PROVINCIALE – “La sanità bresciana da sempre esprime qualità ed eccellenza – ha detto il sindacalista – Con i suoi 6.100 posti letto accreditati dà lavoro a 16.183 dipendenti (ai quali vanno 2000 precari), il sistema genera un indotto economico che vale l’11% del PIL provinciale. Eppure il sistema sanitario pubblico bresciano è messo a dura prova. Ciò nonostante le nostre strutture sanitarie continuano a garantire prestazioni e assistenza di assoluta qualità. Un contraddizione solo apparente che trova la sua spiegazione nei carichi di lavoro del personale, costretto a frequenti salti di riposo, a non poter fruire di tutte le ferie maturate durante l’anno. Tutto questo grazie al blocco del turnover che insieme ad una vicenda contrattuale senza precedenti, il contratto è fermo al 2007, non consente di dare risposte adeguate a impegno e responsabilità diversificate”.
SVILUPPO SU TRE DIRETTRICI – “Anche per queste ragioni noi guardiamo con grande attenzione al percorso avviato per la riforma del sistema sanitario regionale, perché dalla riorganizzazione delle strutture e della filosofia che sostiene l’operazione si trovi l’equilibrio tra garanzia del servizio e dignità del lavoro necessario al suo espletamento. Dentro la riforma del sistema regionale, le strutture della sanità bresciana potrebbero trovare sviluppo in tre diverse direzioni. Un primo gruppo di strutture – le cliniche di eccellenza ed economicamente in equilibrio – potrebbe lavorare a consolidare la loro posizione. C’è poi un secondo gruppo di strutture sanitarie che deve trovare il coraggio di un ridimensionamento: non si può erogare tutto in tutti i presidi; occorrono scelte per mettere in sostenibilità il sistema. Il terzo gruppo è composto da strutture che vanno riconvertite verso le nuove esigenze degli anziani e della cronicità. Solo così potremo migliorare uno dei migliori sistemi sanitari esistenti.