Provincia, Associazione Comuni Bresciani e Cgil Cisl Uil Brescia hanno ridefinito i criteri del ricorso degli enti locali ai lavoratori socialmente utili (lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e sono stati collocati in mobilità). Si tratta di un aggiornamento dell’intesa del 2005 che stabilisce più dettagliatamente le modalità di impiego di queste risorse.
La crisi economica in corso da diversi anni ha comportato un aumento dei lavoratori in mobilità ed è in tale contesto che le Amministrazioni pubbliche, anche per sopperire ai tagli delle risorse e di personale, hanno fatto massiccio ricorso dei lavoratori in mobilità, utilizzandoli talvolta in maniera impropria.
Le pubbliche amministrazioni interessate all’utilizzo di lavoratori socialmente utili dovranno inoltrare le richieste ai Centri per l’Impiego. I progetti presentati dovranno contenere gli obiettivi che l’ente si pone e dovranno essere indicati qualifica, mansioni e tempo di utilizzo, che come prima richiesta non dovrà superare i sei mesi.
Saranno i Centri per l’impiego ad assegnare gli incarichi e a verificare che la durata della richiesta sia corretta. Per necessità oltre il semestre verranno segnalati lavoratori diversi, in modo da garantire il principio della rotazione secondo i criteri stabiliti dalla normativa, dalla residenza al maggior periodo residuo di trattamento previdenziale.
Non è possibile richiedere l’utilizzo di lavoratori socialmente utili in attività di sostituzione di lavoratori o di posti carenti in pianta organica.