
“E’ una frase che facciamo nostra anche oggi, quarant’anni dopo – ha aggiunto Petteni – che riaffermiamo con forza attraverso questa larga partecipazione, che rilanciamo nella volontà di alimentare una memoria viva del dramma che si è consumato in questa piazza, una coscienza vigile”.
Accanto a Petteni sul palco c’erano i segretari provinciali di Cgil (Galletti) Cisl (Torri) Uil (Bailo), e poi Franco Castrezzati, il cui nome è indissolubilmente legato alla storia della Cisl bresciana e a quello della tragedia di Piazza Loggia perché la bomba scoppiò proprio durante un suo comizio contro il rigurgito neofascista che negli anni Settanta minacciava la vita democratica della città e del Paese.
All’ora dello scoppio della bomba, le campane di Brescia hanno battuto otto rintocchi per ricordare le otto vittime della strage. Per sessanta secondi il silenzio è calato sulla piazza, poi dagli impianti di amplificazione è stata diffusa la registrazione delle voci di quella mattina piovosa di quarant’anni fa, fino allo scoppio della bomba.
Prima della commemorazione ufficiale affidata al discorso di Petteni è intervenuto Ilario Vivaldi, presidente della Consulta provinciale degli studenti, mentre a chiusura della manifestazione ha parlato Arnaldo Trebeschi dell’Associazione dei familiari delle vittime.
Davanti al piccolo palco allestito accanto alla colonna sbrecciata dall’esplosione, c’erano il primo cittadino di Brescia, Emilio Del Bono, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e quello di Bologna, Virginio Merola, città segnate dal terrorismo stragista di una stagione drammatica per il nostro Paese.
“Inevitabilmente, dopo tanti anni, il rischio di ripetere parole già pronunciate è grande – ha detto ancora Petteni nel suo intervento – ma dobbiamo avere il coraggio di affrontare questo rischio, di non lasciarci frenare dal pensiero di non essere originali a tutti i costi. Non dobbiamo smettere di chiedere giustizia, di esigere la verità. Dobbiamo ricordare quello che è accaduto e perché è accaduto!”.