
“Abbiamo assistito in questo periodo ad atteggiamenti inaccettabili di Confindustria, Confesercenti, Fipe e Fiavet Confcommercio – spiega una nota sindacale – che hanno dilatato i tempi della trattativa o, ancora peggio, hanno disdetto unilateralmente i contratti compiendo un atto grave e irresponsabile, volto a far pagare il costo della crisi esclusivamente alle lavoratrici e ai lavoratori”.
Sono infatti un milione i lavoratori impiegati nel settore oggi senza rinnovo del contratto nazionale e in condizioni sempre più precarie.
Filcams, Fisascat e Uiltucs sono disponibili a riprendere il confronto, “purché vengano rimosse dal negoziato una serie di richieste pesanti come l’abolizione degli scatti di anzianità, della 14° mensilità, dei permessi personali e le tutele sulla malattia. Chiediamo infatti che sia riconosciuta pari dignità alle esigenze dei lavoratori e delle imprese, recuperando il tempo perduto”.
Lo sciopero è per l’intera giornata di venerdì 16 maggio.