Ghidotti (Anpi): anche la notte più buia non è mai infinita
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Ghidotti (Anpi): anche la notte più buia non è mai infinita

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Pubblicato il 25 Aprile 2014

giulio ghidotti, presidente anpi bresciaIn occasione del 69° anniversario della Liberazione, il sito internet del settimanale diocesano “La Voce del Popolo” ha pubblicato un’intervista – realizzata da Luciano Zanardini – con il presidente provinciale dell’Anpi Giulio Ghidotti.

Ne riproponiamo i passaggi più significativi.

 

 

 

Ogni volta l’Anpi ricorda il dovere della memoria. Da cosa dobbiamo difenderci? Qual è il messaggio che si vuole lasciare?

L’Anpi insieme alle Fiamme Verdi è in campo per celebrare in modo adeguato e non retorico questa ricorrenza. I protagonisti di quella stagione non furono delle persone eccezionali, ma delle persone normali che ebbero il coraggio di scegliere. Molti di loro, pur con i loro difetti, scelsero di spendersi per la dignità umana e per il rispetto umano. Questo mi sembra il messaggio di speranza ancora attuale. Spesso ricordiamo il sacrificio umano di coloro che persero la vita in quella stagione, ma dobbiamo altresì ricordare che il loro sacrificio ebbe un risultato positivo. Il loro impegno ci dimostra che anche la notte più buia non è mai infinita. È questo il messaggio da ricordare tutti i giorni e non solo il 25 aprile: è un invito alla difesa della democrazia e alla promozione della dignità umana.

Ricordare il sacrificio dei Caduti per la libertà e la democrazia significa, oggi, esprimere il rifiuto di ogni forma di totalitarismo, di violenza e di sopraffazione….

Accanto alla Resistenza dei partigiani si diffuse tra la popolazione la Resistenza non armata in cui donne e uomini di ogni età e di genere si spesero per aiutare in modo discreto e continuo. Anche oggi forme di violenza si nascondono in ogni angolo della nostra società: dobbiamo avere gli occhi aperti.

Il 25 aprile a Brescia è organizzato dal Comune insieme al Centro bresciano dell’antifascismo e della Resistenza, all’Anpi e alle Fiamme Verdi. Sono finiti i distinguo storici o il cammino per una visione unitaria della Resistenza è ancora lontano?

Il cammino è da fare ogni giorno. La lezione di 70 anni fa dell’unitarietà ci ricorda che non fu un discorso senza contrasti. Ebbe come esito quel compromesso importante che è stato ed è la Costituzione. Anche oggi dobbiamo procedere ognuno con le proprie idee cercando di trovare questo terreno comune. Negli ultimi mesi ci siamo impegnati per portare avanti questa impostazione. Anche nel Bresciano oggi si assiste a una seria ripresa di gruppi che si rifanno al nazifascismo: il 12, ad esempio, abbiamo fatto una manifestazione importante in Valtrompia per ribadire il diritto di tutti i cittadini a vivere in spazi liberi dal razzismo e dalla xenofobia.