All’origine delle assoluzioni in primo e secondo grado del neofascista Carlo Maria Maggi e del presunto informatore dei servizi Maurizio Tramonte c’è stato “un ipergarantismo distorsivo della logica e del senso comune“. Lo affermano i giudici della suprema Corte nelle motivazioni della sentenza con cui il 21 febbraio scorso, accogliendo il ricorso della Procura generale di Brescia, ha annullato il proscioglimento dei due imputati per la strage di Piazza della Loggia.