
“A norma di legge è prevista la possibilità di destinare al personale risorse specifiche per l’incentivazione della produttività – scrivono i sindacati in una nota – soldi che servono a migliorare il servizio e a ridurre i tempi della giustizia. Tuttavia, nel corso del 2013 tali risorse sono state distribuite dagli organi di vertice della Giustizia Amministrativa ai soli magistrati, circa 1300 euro a udienza, ignorando la disposizione normativa che prevede che al processo di incentivazione della produttività venga coinvolto il personale di tutte le categorie e non di una sola già abbondantemente apprezzata in quanto ad appannaggi e retribuzioni”.
“Si tratta di un comportamento inaccettabile – si legge ancora nel documento – una discriminazione nei confronti di lavoratori che hanno contribuito a garantire lo svolgimento sia delle numerose attività istruttorie che delle udienze aggiuntive, ma che poi si sono trovati esclusi da qualsiasi riconoscimento”.
Contro questa ingiustizia i sindacati della Funzione Pubblica di Cgil Cisl Uil hanno proclamato lo stato di agitazione; il 24 febbraio i sindacati daranno vita a presidi davanti alla sedi regionali dei Tar mentre a Roma la protesta avverrà davanti alla sede del Consiglio di Stato.