
80.000 POSTI DI LAVORO A RISCHIO – Regione e organizzazioni sindacali erano pronti a firmare l’accordo, gli imprenditori si sono tirati indietro. Confindustria e Confcommercio non si sono rese disponibili a firmare l’accordo adducendo la necessità di “garantire le imprese”, senza proporre però altre soluzioni. Oggi in Lombardia sono 80.000 i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione in deroga e se non si firmerà un accordo regionale nelle prossime ore l’unica certezza saranno i licenziamenti.
ACCORDO NECESSARIO AD EVITARE UN VUOTO NORMATIVO – “L’accordo trimestrale è indispensabile – scrivono Cgil Cisl Uil Lombardia in una nota diffusa in serata – per non lasciare un vuoto normativo tra la fine della validità del nostro accordo regionale e le nuove regole nazionali che il ministero del Lavoro sta decidendo, ma sulle quali non vi è ancora certezza e quindi non disponibili. La Regione concorda con noi sulla necessità di non lasciare un vuoto normativo che potrebbe avere conseguenze rovinose sui posti di lavoro. Facciamo appello alla responsabilità di tutti, perché l’uscita dalla crisi non può essere fatta con i licenziamenti e solo a carico di chi lavora”.