
Alla convocazione del titolare delle deleghe sul lavoro, Giorgio Bontempi, hanno risposto i rappresentanti della Wave e le organizzazioni sindacali: Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs, le Rsa e una delegazione di dipendenti (mentre altri manifestavano all’esterno dell’Assessorato); nessun rappresentante del Comune di Bedizzole –al pari degli altri invitato alla riunione – ha invece preso parte all’incontro.
E’ stato ribadito che la crisi del Gruppo Wave (che oltre a Bedizzole ha sedi a Torino e a Lecce occupando complessivamente 600 lavoratori, 500 dei quali per i servizi telefonici alla clientela) è legata al riappalto del call center Unipol-Fonsai: dal 7 al 17 di ottobre si aprirà infatti una gara per l’aggiudicazione dei contratti e i vincoli del nuovo appalto escludono la Wave in quanto alle società che intendono partecipare al bando di gara è richiesto un fatturato quattro volte più alto di quello della Wave. Unipol ha garantito che il nuovo fornitore dei servizi utilizzerà manodopera Wave, rilevando il ramo d’azienda della società e impegnandosi per 430 assunzioni. Occorrerà dunque mettere i campo percorsi alternativi per i 70 addetti al call center in esubero.
L’incontro odierno è stato riconvocato il 17 ottobre, termine ultimo del bando, con la speranza di avere a quel momento informazioni più precise su chi subentrerà alla Wave nel contratto con Unipol-Fonsai. Nel frattempo, il 10 di ottobre, le organizzazioni sindacali hanno convocato l’assemblea dei lavoratori per una valutazione della situazione e dei passi da compiere in futuro.

