
Il borgo industriale nato attorno al cotonificio realizzato nel 1896 da Vittorio Olcese e abbandonato a partire dal 1981 per la grande crisi del settore tessile, è oggi un enorme complesso residenziale turistico per gli amanti della vela. Dal giardinetto sulle scale che portano alla chiesa, il busto dell’uomo che ha legato il suo nome a Campione e alla storia dell’industria tessile in Italia, assiste alla metamorfosi di ciò che è stato uno degli esempi più strutturati di “paternalismo industriale” del nostro territorio.
La notizia di cronaca offre lo spunto per riproporre alcune fotografie di Gigi Bellometti – che fanno parte del materiale di una ricerca pubblicata in volume da Edizioni Lavoro con il titolo Cattedrali del lavoro. Opifici nel paesaggio industriale bresciano – che documentano forme ed espressioni del paternalismo industriale nel Novecento bresciano.
L’ASILO D’INFANZIA A TORBOLE CASAGLIA
COSTRUITO PER I FIGLI DEGLI OPERAI DELLA FORNACE DERETTI
IL BUSTO ERETTO A VILLA CARCINA “IN SEGNO DI GRATA MEMORIA” A GUIDO GLISENTI, INNOVATORE DELLE OMONIME OFFICINE PATERNE
IL MONUMENTO ALLA “FAMIGLIA DEL LAVORATORE” NEL VILLAGGIO OPERAIO DEL COTONIFICIO DE ANGELI FRUA A ROE’ VOLCIANO
DARFO BOARIO TERME, LAPIDE IN RICORDO DI AGOSTINO BONARA FONDATORE DI UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI ATTIVITÀ INDUSTRIALI DELLA CITTADINA



