
Lo ha detto il Vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari, salutando i 240 delegati di Brescia e della Valle Camonica-Sebino riuniti per il primo Congresso provinciale della Cisl.
Rifacendosi a più riprese alla relazione del Segretario generale Enzo Torri e al titolo del Congresso (Il futuro non si aspetta, si costruisce) il Vescovo ha sottolineato che “la sorgente del cambiamento è la persona, con la sua libertà: intelligente, creativa, ragionevole, responsabile, buona”; un ruolo insostituibile perché “il progresso si sviluppa solo grazie alle scelte creative delle persone e dalla disponibilità al sacrificio verso gli altri e verso il futuro”. E’ un percorso impegnativo dove non mancano insidie.
Come l’egoismo, sia individuale che collettivo, “il più insidioso, perché un gruppo può sentirsi solidale al proprio interno e non comprendere di essere chiuso nei confronti di chi non ne fa parte”. E poi la “miopia del senso comune”, un’attitudine purtroppo diffusa, che fa attenti “ai vantaggi immediati ma trascura i costi a lungo termine”. Mons. Monari ha ricordato come una serie prolungata di azioni errate produce effetti sulla percezione generale di ciò che è giusto o sbagliato: “Quando un comportamento diventa diffuso si tende ad accettarlo come lecito, anche se è antisociale. Così si censurano alcuni comportamenti perché codificati come antisociali ma si finisce per accettarne altri”, non diversi dai primi, perché sdoganati dai comportamenti diffusi.
Fare chiarezza e sgomberare il campo da questi rischi potrebbe essere un buon programma per tutti coloro che si impegnano nel sociale. E in questo la fede ha un contributo positivo da offrire, insegnando ad essere autocritici, capaci di perdono e di riconciliazione, finalizzando ogni cosa al bene comune.
