
600 pagine per spiegare come la Corte d’assise e d’appello di Brescia è arrivata, il 14 aprile 2012, all’assoluzione di Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte e Francesco Delfino. Ma anche per far emergere la convinzione della Corte che fu Carlo Digilio, artificiere di Ordine Nuovo, morto nel 2005, a consegnare all’estremista di destra Marcello Soffiati, morto nel 1988, l’esplosivo usato per confezionare la bomba fatta esplodere in Piazza Loggia. Per i giudici della Corte d’assise d’appello di Brescia un ruolo l’avrebbe avuto anche Eramanno Buzzi che nella lunga e travagliata vicenda giudiziaria sulla Strage è entrato e uscito infinite volte.
«Si tratta di un’apertura di verità, “quasi” giudiziale – ha dichiarato il Sindaco di Brescia Adrano Paroli – La ferita per la città resta, e non poteva che rimanere. Ma ora ci troviamo di fronte ad una verità, molto tardiva, ma verità».
Le pagine sulle motivazioni della sentenza pubblicate dal Giornale di Brescia
Digillo e Soffiati, firme sulla strage
Buzzi, non più cadavere da assolvere
Le pagine di Bresciaoggi
Piazza Loggia nuove verità su Digillo e Soffiati
Ecco perchè sono stati assolti tutti gli imputati