
“Le luci sono l’emergere, graduale ma costante, di temi nuovi come il welfare, la maggior flessibilità degli orari per le esigenze dei lavoratori, un crescente impegno sulla formazione e l’inquadramento – ha spiegato Giorgio Caprioli, responsabile dell’Osservatorio Contrattazione della Cisl lombarda – Le ombre sono le difficoltà registrate nel diffondere la contrattazione di secondo livello anche tra le aziende medio-piccole. Le fabbriche grandi, quelle meglio seguite dal sindacato, si impoveriscono, decentrano. Aumentano le fabbriche piccole ed è lì che il sindacato deve inventarsi un sistema per arrivare a contrattare”.
L’analisi delle intese 2011 evidenzia inoltre che tra le aziende prevale la cosiddetta “via bassa” per contrastare la crisi: si riduce il personale, o non si fanno nuove assunzioni, e si punta sul super-utilizzo delle risorse umane disponibili, piuttosto accumulando straordinari.
“Gli esempi virtuosi, di aziende che anche nella fase di crisi hanno il coraggio di fare investimenti e innovare ci sono – ha sottolineato la ricercatrice sociale Anna Ponzellini – ma nella maggior parte dei casi il sindacato si trova a dover arginare la tendenza delle aziende ad utilizzare la crisi come alibi per scegliere la strada più veloce, che certo non agevola i lavoratori”.
Nel difficile e complicato scenario congiunturale, dunque, la contrattazione si conferma “l’unica strada per affrontare la crisi – ha sottolineato Paola Gilardoni, segretaria regionale Cisl Lombardia – risolvendo il problema della tutela occupazionale e la risposta ai bisogni di welfare che i lavoratori stanno esprimendo in questo momento”. Oltre 500 persone si sono accreditate per i lavori della prima giornata della Fiera. (lombardia.cisl.it)