
Crescita e sviluppo fanno i conti con una realtà molto dura
Le preoccupazioni sono tante. I dati del mercato del lavoro parlano di un´ulteriore crescita della disoccupazione. Nel primo trimestre dell´anno nella sola provincia di Brescia ci sono stati 3.538 licenziamenti, con una crescita del 49% rispetto allo stesso periodo del 2011. Numeri avvalorati dall´andamento relativo alla cassa integrazione ordinaria, anch´essa salita nel primo trimestre del 15%. Sono livelli preoccupanti, su cui la politica deve interrogarsi. La riforma del mercato del lavoro, pur mirando alla riduzione della precarietà, nè blocca i licenziamenti, nè favorisce le assunzioni. Si tratta pertanto a nostro avviso di un intervento debole rispetto alle criticità del momento. Quanto all´articolo 18 di cui tanto si è parlato, la realtà ci dice che anche in presenza di questo i licenziamenti continuano ad esserci.
La crisi, dunque, continua a farsi sentire e anche pesantemente nel mondo del lavoro. La crescita sembra ancora lontana dal concretizzarsi. Che fare?
E´ necessario che tutti facciano la loro parte, a cominciare dalle istituzioni. Serve mettere insieme tutte le “energie” per innescare un processo di rilancio dell´economia. I presupposti e le potenzialità per farlo ci sono, anche a Brescia, dove non sono poche le eccellenze imprenditoriali. E´ fondamentale, mai come in questa fase di recessione, richiamare gli investimenti e sostenerli con le adeguate flessibilità. Bisogna poi fare di più nell´ambito della formazione professionale dei lavoratori, così come è necessario intervenire sul credito. Al tempo stesso riteniamo che si debbano mettere in campo tutte le misure possibili per reperire risorse a sostegno della crescita e dell´occupazione, a partire dalla lotta all’evasione fiscale e dai tagli agli sprechi alla pubblica amministrazione, intervenendo subito su quella voragine di spesa pubblica e di duplicazione delle funzioni rappresentata dalle Province.
Altro tema delicato è quello Stato sociale.
Le prestazioni sociali si stanno drammaticamente riducendo per le difficoltà di bilancio dei Comuni, ma noi diciamo che c’è anche un problema di priorità che i Comuni devono darsi. Se mancano soldi per garantire i servizi alla persona bisogna che i Comuni taglino le spese da qualche altra parte mettendo da parte le opere pubbliche che non sono di primaria importanza. Su questo la Cisl ha insistito e continuerà ad insistere, perché prima vengono le persone e i loro bisogni e poi i parcheggi, i marciapiedi, gli impianti sportivi e via dicendo.
E sulle tasse?
Per chi le tasse le paga tutte e le paga da sempre, vale a dire, prima di tutto, lavoratori dipendenti e pensionati, la situazione è pesante. Noi chiediamo al Governo una risposta urgente, chiediamo una lotta senza quartiere agli evasori e chiediamo di tagliare la spesa pubblica improduttiva, perché solo così sarà possibile alleggerire la tassazione dei cittadini onesti.