
LA VALUTAZIONE DELLA CISL SCUOLA
Spiega Enrico Franceschini, Segretario della Cisl Scuola di Brescia: «L´anno scolastico in corso è contrassegnato da vecchie e nuove problematiche, alcune ormai croniche, aggravate da scelte miopi sul piano politico: scelte gravi per un settore strategico quale quello della scuola e formazione considerato universalmente come fondamentale per il futuro delle persone e del paese. La responsabilità di assicurare un servizio di qualità e capace di rispondere alle mutate necessità formative viene oggi scaricata unicamente sul personale scolastico che opera con professionalità e abnegazione e per questo andrebbe valorizzato e premiato.
BASTA PENALIZZAZIONI PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA
Invece accade il contrario: ogni manovra economica implica pesanti penalizzazioni, che sembrano punizioni, per il personale della scuola. Si veda ad esempio lo slittamento di due anni del pagamento del TFS o TFR e di un anno del pensionamento pur avendone maturato i requisiti. Il blocco del contratto nazionale, per di più, sta incidendo pesantemente sul potere d´acquisto degli stipendi con un conseguente progressivo impoverimento delle persone e delle famiglie.
PER NON PASSARE DAL DISAGIO ALLA RASSEGNAZIONE
Come nel paese, così anche nella scuola è cresciuto lo stato di disagio, di malcontento, di delusione e di protesta.
La Cisl e la Cisl Scuola sentono la responsabilità di farsi interpreti e dar voce a questi sentimenti per evitare che dall’inquietudine si passi ad una protesta fine a se stessa o si cada nella rassegnazione.
Per la Cisl Scuola questo significa affrontare i problemi cercando soluzioni realisticamente praticabili senza attendere ipotetici tempi migliori, perché è qui ed ora, in questo contesto che si devono trovare soluzioni a tutela degli interessi legittimi di chi rappresentiamo badando nel contempo alla salvaguardia del bene comune.
Abbiamo seguito questa linea in tutti questi mesi passati, coerenti con la nostra storia e identità. Con la piena coscienza dell’indispensabilità dell’autonomia sindacale, abbiamo affrontato le questioni, ci siamo misurati, confrontati, scontrati con interlocutori politici, che non ci siamo scelti, sempre meno credibili e sempre più riluttanti a valorizzare il ruolo delle forze sociali.
AZIONI E RISULTATI
La nostra azione ha permesso di recuperare gli scatti di anzianità, ingiustamente congelati; di salvaguardare il salario accessorio; di riaprire spazi di contrattazione inopinatamente chiusi; di ottenere, in questa fase difficile, un piano triennale di assunzioni che ha portato, già da questo anno scolastico, a stabilizzare 67000 precari su tutti i posti vacanti e disponibili.
LA SCUOLA SIA UNA PRIORITA’ PER IL NUOVO GOVERNO
Il cambiamento dello scenario politico di questi giorni non muta l´agenda dei problemi e delle questioni da affrontare per evitare il fallimento della “azienda” Italiana le cui conseguenze sarebbero disastrose in primis per i dipendenti pubblici. Il nostro auspicio che i termini “rigore” ed “equità” non restino enunciazioni di principio, ma si traducano in coerenti decisioni politiche.
Nell’esercitare responsabilmente il nostro essere sindacato, chiediamo di voltare finalmente pagina: serve una nuova politica e una nuova politica scolastica; serve un nuovo patto fra tutti i soggetti a vario titolo coinvolti e interessati che rilanci il nostro settore, ponendolo al centro dell’attenzione quale bene comune di tutti e per tutti.
COESIONE MORALE
Abbiamo bisogno, nel quadro di una rinnovata coesione morale, sociale e civile, di ricostruire la dovuta fiducia nella scuola e nei suoi operatori. Siamo consapevoli dei nuovi problemi che si pongono e li affronteremo con tutti gli strumenti disponibili e con la responsabilità di chi sa di dover dare risposte e raggiungere risultati».