
Dall’Assemblea poi il richiamo “a tutti i soggetti firmatari dei Contratti ad un atto formale e chiaro per la completa ed immediata agibilità politica di tutti i tavoli negoziali, in coerenza con le scelte fatte finora che guardano ad un settore che vuole uscire dalla crisi rinnovato, competitivo, trasparente e di qualità”. “La contrattazione di secondo livello, oltre ad essere una parte essenziale dello stesso Contratto collettivo nazionale di lavoro, rappresenta per l’edilizia un elemento imprescindibile per assicurare qualità e regolarità all’intero settore” prosegue il documento, ricordando che le importanti innovazioni introdotte contrattualmente “per rispondere, oltre che alla crisi, alle esigenze di qualificazione del settore, rischiano in questo modo di perdere efficacia e credibilità per tutti. La crisi del settore non può essere l’alibi per procedere nei tavoli territoriali con un atteggiamento dilatorio e di chiusura, che nei fatti impedisce lo svolgimento di corrette relazioni sindacali nei territori.” E proprio sul tema della crisi, il documento ricorda la convergenza realizzata tra le parti sociali con l’azione degli Stati Generali “sollecitando il Governo a dare risposte immediate e non più dilazionabili, risposte che non ci sono mai state e sono assenti anche nei recenti provvedimenti.” E’ dunque in gioco per i sindacati non solo la credibilità del governo ma anche la credibilità dell’ azione comune delle parti sociali “che è tanto maggiore quanto le parti sociali dimostrano affidabilità e coerenza ed anche per questo lo stallo dei tavoli per il rinnovo dei Contratti è ancor più inaccettabile e rischia di minare la stessa efficacia delle azioni comuni intraprese finora a livello nazionale e territoriale per contrastare la crisi.” (ildiariodellavoro.it)
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Edilizia: non è più tollerabile il ritardo sui contratti integrativi provinciali
2 min per leggere questo articoloPubblicato il 3 Ottobre 2011