Accordo per il sostegno dell’occupazione e del reddito dei lavoratori del credito
TORNA INDIETRO

Accordo per il sostegno dell’occupazione e del reddito dei lavoratori del credito

3 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 8 Luglio 2011

“Un accordo importante, un passo avanti, frutto di una ferma e coerente impostazione del tavolo sindacale, nella direzione del ripristino di un modello di relazioni industriali, che da sempre hanno prodotto, per il lavoratori del settore, tutele e risultati negoziali all’avanguardia”. E’ la soddisfazione della Fiba Cisl per l’accordo raggiunto oggi tra le parti per il “Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito”.
“Restano sul tavolo, ancora irrisolte, le questioni riguardanti il rinnovo del CCNL e le procedure aperte in alcuni principali gruppi bancari – si legge ancora nel comunicato della Fiba Cisl – Auspichiamo che il positivo risultato raggiunto in questa trattativa sia propedeutico e di insegnamento alle parti per una ripresa, a tutti i livelli, delle modalità concertative, oggi più che mai attuali, da sempre perseguite dalla nostra organizzazione nel Paese.

IL TESTO DEL COMUNICATO STAMPA DELLA FIBA CISL NAZIONALE
Alle ore 18 di oggi è stato sottoscritto in Abi l’accordo quadro per il ripristino dell’utilizzo volontario del Fondo di Solidarietà.
L’accordo raggiunge alcuni importanti obiettivi:
· il rilancio di relazioni realmente concertative nel settore;
· il ripristino della possibilità di utilizzo del fondo su base volontaria, superando la disdetta dell’accordo del gennaio 2001 comunicata dall’ABI nel mese di aprile;
· la valorizzazione di strumenti per la prevenzione delle tensioni occupazionali, quali i contratti di solidarietà anche finalizzati alla c reazione di nuovi posti di lavoro;
· l’istituzione di una commissione bilaterale che avrà, fra gli altri, il compito di individuare sistemi d’incontro tra domanda e offerta di lavoro del personale collocato nella sezione emergenziale del fondo.

L’accordo prevede l’obbligo di esperire le procedure di confronto sindacale previste dal CCCNL (art.18) prima dell’applicazione, a qualunque titolo, del fondo di solidarietà, con l’impegno a trovare soluzioni condivise, senza ricorrere a licenziamenti collettivi.
Rimane il periodo massimo di 60 mesi, ma in esso è ricompreso il periodo dalla maturazione del diritto all’effettiva erogazione delle prestazioni pensionistiche (cosiddetta finestra).
Un importante strumento di prevenzione sarà quello dei contratti di solidarietà.
Con la solidarietà cosiddetta “difensiva” sarà possibile, previo accordo tra le parti aziendali, risolvere situazioni di temporanea tensione occupazionale (massimo 36 mesi), garantendo ai lavoratori, in presenza di una riduzione dell’orario di lavoro al massimo del 50% (la legge avrebbe previsto un massimo del 60%), una retribuzione fino al 90% di quella originaria.
Con la solidarietà cosiddetta “espansiva”, invece, sarà possibile agire, esclusivamente sulla base di adesioni volontarie, con la riduzione dell’orario di lavoro dei soggetti interessati, al massimo per un periodo di 48 mesi, e contestuale assunzione di nuovi lavoratori, ad integrazione dell’orario ridotto, finalizzando le assunzioni alla definitiva stabilizzazione.
In entrambi i casi non ci saranno penalizzazioni contributive per i lavoratori coinvolti dai contratti di solidarietà.

Al fine di rendere economicamente sostenibili le prestazioni del Fondo, alla luce degli aggravi fiscali nel tempo intervenuti, l’assegno netto erogato dal Fondo, per i lavoratori ancora integralmente rientranti nel sistema pensionistico retributivo, sarà ridotto:
· dell’8% nel caso in cui l’ultima RAL percepita sia fino a 38.000 euro lordi;
· dell’11% nel caso di RAL superiore a 38.000 euro lordi.

Al fine di evitare sperequazioni sull’importo dell’assegno per le retribuzioni prossime alla soglia dei 38.000 euro, la commissione bilaterale elaborerà una clausola di salvaguardia.
La commissione valuterà anche la possibilità di individuare altri strumenti di sostegno previsti dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva, al fine di migliorare le prestazioni del fondo a favore degli esodati

Si occuperà inoltre di verificare gli effetti dell’applicazione del sistema di calcolo del trattamento pensionistico “misto”, onde limitarne l’impatto sull’importo dell’assegno erogato dal fondo.
La FIBA CISL ritiene che questo accordo sia un importante passo avanti, frutto di una ferma e coerente impostazione del tavolo sindacale, nella direzione del ripristino di un modello di relazioni industriali, che da sempre hanno prodotto, per il lavoratori del settore, tutele e risultati negoziali all’avanguardia.
Restano sul tavolo, ancora irrisolte, le questioni riguardanti il rinnovo del CCNL e le procedure aperte in alcuni principali gruppi bancari.
Auspichiamo che il positivo risultato raggiunto in questa trattativa sia propedeutico e di insegnamento alle parti per una ripresa, a tutti i livelli, delle modalità concertative, oggi più che mai attuali, da sempre perseguite dalla nostra organizzazione nel Paese.

il testo dell’accordo

modifiche e integrazioni al regolamento