
A partire dal 15 Aprile 2011 è entrato così in vigore un listino nel quale, per ciascuno dei 4.188 farmaci generici a prescrizione, si è stabilito il nuovo costo che lo Stato è disposto a pagare. Di conseguenza le aziende produttrici di farmaci generici sono state invitate ad abbassare i prezzi dei prodotti, adeguandoli ai rimborsi, con riduzioni che raggiungono il 40% del prezzo originale.
Al provvedimento dell’Agenzia non sono seguite però da parte delle case produttrici le previste riduzioni di prezzo. In questo modo la spesa imprevista si scarica tutta sui cittadini. L’AIFA ha assicurato che nei prossimi giorni la maggior parte delle aziende produttrici pubblicheranno sulla Gazzetta Ufficiale l’abbassamento dei prezzi, ma il presidente di Assogenerici, Giorgio Foresti, non è per niente ottimista: “Molte aziende produttrici, e sono almeno il 30-40% del totale, non possono permettersi alcuna riduzione di prezzo – ha spiegato – perché incasserebbero meno di quanto spendono per la produzione. Tanto vale togliere dal mercato quei prodotti! Eppure noi avevamo chiesto ad AIFA e al Governo di intervenire con campagne a favore del consumo di farmaci generici”.
Il rischio è che oltre al danno individuale per i cittadini si aggiunga la beffa: un ritorno massiccio alla prescrizione di farmaci di marca che, in quanto coperti da brevetto, vengono rimborsati completamente dal Servizio Sanitario Nazionale, cioè da tutti i cittadini.