I Sindacati dei Pensionati SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL di Brescia protestano per gli aumenti del gas e dell’energia elettrica decisi a livello nazionale.
Le bollette, mediamente, si mangiano, già ora, circa il 30% del reddito delle pensionate e dei pensionati ed i recenti conguagli sul consumo del gas dal 2001 al 2004 si stanno portando via un’altra mensilità di pensione.
Il blocco temporaneo deciso dal Governo riguardante solamente le tariffe dell’energia elettrica non cambia nulla di una situazione molto negativa, anche perché nel frattempo è scattato l’aumento delle tariffe del gas.
Nelle scorse settimane i Sindacati nazionali dei pensionati sono intervenuti unitariamente sul Presidente del Consiglio dei Ministri, sul Ministro delle Attività Produttive e quello delle Comunicazioni, sull’Amministratore delegato dell’ENEL, quello dell’ENI, e sul Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, chiedendo:
- il blocco delle tariffe,
- l’introduzione della tariffa sociale per le utenze domestiche,
- l’aumento del tetto di reddito previsto per la fruizione della fascia sociale per il servizio pubblico di telefonia e per le utenze domestiche di luce e gas.
Altre misure, legate alle fasce di età corrispondenti a maggiore povertà e fragilità, potrebbero essere previste per evitare un insostenibile aggravio delle già pesantissime condizioni di vita dei titolari di redditi bassi.
“Dobbiamo denunciare – affermano i Segretari generali dei Pensionati di CGIL CISL e UIL – che la decisione del 29 giugno di aumentare ulteriormente i costi per gli utenti del gas, senza aver intavolato una discussione sulle nostre richieste, dimostra grave insensibilità verso le difficoltà di bilancio delle famiglie di anziani, soprattutto se si tiene conto che il 49% della bolletta è fatto di tasse che il Governo riscuote direttamente dagli utenti di questi servizi essenziali. La nostra protesta resterà logicamente collegata ad iniziative volte a far valere le buone ragioni delle pensionate e dei pensionati bresciani, che, per il 52% hanno una pensione sotto i 516 Euro al mese, mentre un altro 29% sta sopra i 516, ma sotto i 1.032 euro/mese.Chiediamo risposte positive a richieste sacrosante”.