La morte del Papa. Un amico dei lavoratori
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La morte del Papa. Un amico dei lavoratori

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Pubblicato il 4 Aprile 2005

È durata poco più di 48 ore l’agonia di Giovanni Paolo II: colpito giovedì pomeriggio da uno shock settico che ha provocato un collasso cardiocircolatorio, il Papa polacco è morto il 2 aprile, alle 21,37, nel suo appartamento nel palazzo apostolico in Vaticano, all’età di 84 anni.

Il Segretario Generale della Cisl Savino Pezzotta ha commentato così la notizia della morte del Papa: “Le nostre parole non riescono ad esprime compiutamente il profondo cordoglio di tutta la Cisl per la conclusione della vita terrena del Santo Padre. Abbiamo seguito con commozione ed affetto la Sua lunga e dolorosa agonia, che non gli ha impedito di svolgere fino alla fine il Suo ministero di amore e di fede. Nella Cisl resterà indelebile la memoria e l’insegnamento di Giovanni Paolo II , attento e partecipe ai problemi del mondo del lavoro , Lui che era stato operaio ed aveva del lavoro una esperienza esistenziale di vita , assegnando allo stesso una dimensione profonda che esprime l’essere dell’uomo con una dignità da salvaguardare sempre e dovunque. Ed è partendo dal valore del lavoro che nelle Sue grandi Encicliche sociali sulla centralità della persona, l’individuo si realizza e partecipa alla costruzione del bene comune. Così come lo stesso Pontefice ha sempre sottolineato l’importanza ed il ruolo delle organizzazioni sindacali , delle quali ha sollecitato l’autonomia dalla rappresentanza politica per essere strumenti efficaci a difesa delle attese e degli interessi che il mondo del lavoro esprime. La Cisl ricorda oggi con profonda commozione i costanti richiami del Pontefice sui grandi valori della libertà, della solidarietà , della giustizia sociale e della pace. Con questi sentimenti, le lavoratrici , i lavoratori, i pensionati, tutto il gruppo dirigenti ed i militanti della Cisl rendono omaggio alla figura straordinaria e l’alto insegnamento di Giovanni Paolo II”.