La Cisl aderisce alla Settimana europea della mobilità sostenibile, in agenda dal 16 al 22 settembre. La mobilità in città continua a rappresentare infatti uno degli aspetti più difficili del vivere sociale soprattutto per i lavoratori che si spostano nelle ore di punta del traffico. Intervenire come sindacato a tutti i livelli per migliorare la mobilità casa – lavoro, casa – scuola – lavoro, rappresenta quindi sia una legittima azione di tutela e rappresentanza degli interessi delle persone che organizziamo, ma diventa anche un’occasione per mettere alla prova la dimensione confederale del sindacalismo italiano capace di agire a difesa degli interessi più generali di tutto il lavoro dipendente o la condizione generale della classe lavoratrice urbana.
Tra le proposte della Cisl per una mobilità sostenibile:
- sperimentare un uso ridotto e più razionale dell’auto privata personale, modi e mezzi di mobilità capaci di ridurre l’inquinamento, l’ingorgo e lo stress da traffico;
- chiedere ai datori di lavoro (pubblici e privati) di nominare un responsabile aziendale che studi e avanzi delle soluzioni migliorative per gli spostamenti casa-lavoro dei lavoratori;
- generalizzare il diritto al “ticket trasporto” di almeno 2 euro al giorno per tutti i dipendenti;
- definire, con gli assessori e i sindaci, servizi e interventi di particolare sostegno alla mobilità dei mezzi collettivi e a minor inquinamento;
- definire con le aziende dei trasporti collettivi particolari interventi di promozione, di miglioramento e di incentivo all’uso dei mezzi pubblici;
- invitare ogni lavoratore a dare il proprio apporto per la settimana rinunciando almeno 1 giorno all’uso della propria vettura solo per sé stesso per recarsi al lavoro;
- sollecitare la Ces a coordinare un’azione congiunta di tutti i sindacati europei per una vertenza sindacale europea sulla mobilità sostenibile a partire dalla richiesta del ticket trasporto per tutti i lavoratori europei e la nomina dei mobility manager nelle aziende pubbliche e private sull’esempio della legislazione olandese ed italiana, promuovendo la presentazione di queste richieste a partire dalle imprese europee dov’è presente il sindacato attraverso i Comitati aziendali europei.