
La situazione in Burundi è molto grave, anche perché quella che si combatte è una guerra non dichiarata, una guerra senza eserciti: in Burundi si muore perché le etnie si combattono, perché il Governo non vuole o non sa intervenire, perché l’esercito gode di una impunità di fatto che copre atrocità e violenze.
“Ma la rassegnazione e il disinteresse internazionale sono una minaccia ancora più grande – spiega Renato Zaltieri, Segretario generale della Cisl – Dal Burundi Padre Lino Maggioni, missionario saveriano che a Brescia ha profondi legami, ci chiede di tenere desta l’attenzione, ci chiede di ascoltare le voci che arrivano dall’Africa con una partecipazione maggiore rispetto al passato. Questo abbiamo fatto appoggiando l’iniziativa del Gruppo Kamenge di Brescia per la raccolta di firme alla petizione da presentare all’ONU; continueremo a farlo anche in futuro con altre iniziative”.
Le firme raccolte saranno consegnate nei prossimi giorni a Roma al rappresentante ONU in Italia.
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