L’unità sindacale non si fa con gli appelli sui giornali
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L’unità sindacale non si fa con gli appelli sui giornali

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Pubblicato il 5 Agosto 2003

“Dove saranno possibili convergenze le realizzeremo, ma oltre questo non vedo altre possibilità di intesa”. Lo ha detto Savino Pezzotta, in un intervento su “Radio24”, in risposta all’appello del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha chiesto un fronte comune dei sindacati contro le politiche economiche del Governo. “La Cgil – ha sottolineato Pezzotta – ha già deciso cosa fare, senza ascoltare nessuno. Ha già dichiarato una sua mobilitazione, comprese due ore di sciopero contro la riforma Biagi. Se  hanno deciso  di fare lo sciopero lo facciano, ma, in questo caso, l’unità diventa solo un’invocazione. Perciò, ognuno deciderà le proprie azioni. Io non ho mai fatto appelli alla Cgil perché non faccia o decida. Io di appelli comincio  proprio ad essere stufo”. “Noi, alla ripresa, dopo le ferie, ci riuniremo e valuteremo le iniziative che la Cisl metterà in campo. Senza andare dietro nessuno”.

Quanto alla  riforma delle pensioni, Pezzotta ha ribadito: “Io credo che sarebbe ora di smetterla, perché le pensioni vanno bene così come sono. Al massimo  si possono fare alcuni interventi, che riguardano i fondi  pensione, si possono introdurre degli incentivi per far permanere volontariamente di più chi può e chi vuole restare al lavoro, e aumentare i contributi a coloro che li pagano troppo bass”. Quanto all’equiparazione tra lavoratori pubblici e privati, afferma: “È  una questione che non esiste, perché già risolta con la riforma Dini. È solo dannoso agitare problemi inesistenti, parlando di materie di cui evidentemente si sa poco o niente”.