Firmato nel primo pomeriggio di oggi il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle aziende metalmeccaniche. L’accordo è stato sottoscritto da Federmeccanica, FIM e UILM. Assumendosi una grave responsabilità nei confronti dei lavoratori, la FIOM, anche questa volta, non ha firmato l’ipotesi di accordo.
Si tratta di un risultato di alto profilo perchè risponde alle richieste della piattaforma sindacale, avvia importanti riforme ferme da tempo, senza scambi e senza scioperi inutili.
“La firma dell’ipotesi di accordo sul Contratto Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici – spiega in un comunicato Sandro Pasotti, Segretario generale della FIM CISL di Brescia – rappresenta una positiva conclusione della vertenza contrattuale iniziata in modo separato per esclusiva responsabilità della FIOM.
Avevamo assunto, nei confronti dei nostri iscritti e dei lavoratori l’impegno a fare il contratto in coerenza con le piattaforme presentate. Così è stato fatto.
Non si tratta quindi di una intesa separata. La separazione era già avvenuta sulle piattaforme.
Sul salario l’intesa positiva realizza il riconoscimento della inflazione che si realizzerà nel biennio 2003-2004.
È stata avviata la riforma , entro il quadriennio, dell’inquadramento professionale, un fatto di per se capace di dare forza a un rinnovo contrattuale. Si tratta per la FIM di un fatto epocale. Tra l’altro, quello dell’inquadramento, è risultato essere il punto su cui si è registrata, più di altri, la forte resistenza di Federmeccanica.
Sono stati conquistati nuovi diritti nel campo della formazione e del diritto alla studio, della malattia. Sull’orario di lavoro è stato riconfermato il quadro normativo del precedente contratto, già attento alle nuove esigenze, conquistando nuovi diritti.
Sui lavori atipici si è preferito, analogamente a quanto deciso unitariamente da tutte le altre categorie, di attendere l’emanazione dei decreti attuativi del governo per poter esercitare una conveniente contrattazione capace di difendere i lavoratori.
Al di la di polemiche strumentali si tratta quindi di un contratto di alto profilo. Un contratto che guarda al mondo del lavoro in continua trasformazione e che ha progressivamente abbandonando anche nella nostra provincia le logiche organizzative fordiste. Un contratto capace quindi di rappresentare non solo il lavoro tradizionale ma anche il nuovo lavoro.
La FIM illustrerà nel mese di maggio, ai lavoratori l’intesa nelle assemblee e farà votare i propri iscritti. Successivamente nel mese di giugno avvierà una consultazione con tutti i lavoratori, chiedendo a ciascuno di pronunciarsi sull’eventuale non accettazione del contratto
Solo dopo questa consultazione, alla fine di giugno, la FIM e la UILM decideranno , sulla base dei risultati , la firma definitiva.
Gli scioperi avviati dalla FIOM sono quindi un non senso, una reazione rabbiosa verso chi mantiene le proprie coerenze e una palese violazione della democrazia tanto invocata quanto poco praticata”.