Ostaggi dello stato
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Ostaggi dello stato

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Pubblicato il 13 Gennaio 2003

Ostaggi della legge. Sono 25.000 a Brescia e provincia le “vittime” della Bossi-Fini. “A due mesi dall’inizio dell’esame delle richieste di regolarizzazione – sostiene il Segretario della Cisl Antonio Lazzaroni – i lavoratori stranieri in attesa di convocazione negli uffici della Prefettura si trovano in una condizione di privazione dei diritti primari. Una situazione gravissima con una prospettiva ancora più preoccupante: se il termine di paragone devono essere questi primi due mesi, in una realtà come quella bresciana ci vorranno quattro anni per esaminare tutte le richieste di regolarizzazione!”. La macchina per la concessione dei contratti di soggiorno gira con una lentezza esasperante. Nel frattempo ai lavoratori stranieri che hanno chiesto la regolarizzazione è negata ogni possibilità di rientrare in Patria anche in presenza di gravi motivi familiari, è negata, anche in presenza di una situazione indipendente dalla loro volontà, la possibilità di un reimpiego, è precluso ogni cambio di domicilio e, senza il rilascio del codice fiscale, l’intestazione di un conto corrente bancario o di un contratto di utenza dei servizi.

“Come se non bastasse – aggiunge Lazzaroni – registriamo nel bresciano situazioni di pesante vessazione nei confronti dei lavoratori stranieri in attesa della regolarizzazione: ci sono datori di lavoro che minacciando di far perdere loro la condizione necessaria al rilascio del permesso di soggiorno, impongono ai lavoratori stranieri di pagare le quote di contributi per la regolarizzazione che per legge toccherebbero alle aziende”.

“La Cisl chiede al Governo un intervento urgente che potenzi gli uffici preposti all’esame delle richieste di regolarizzazione, che cancelli le norme che fanno dei lavoratori stranieri degli ostaggi dello Stato, che consenta alle Prefetture il rilascio di permessi provvisori. Solo così si potrà ridare fiducia e serenità a decine di migliaia di cittadini”.