Preoccupazione per la Marzotto di Manerbio
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Preoccupazione per la Marzotto di Manerbio

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Pubblicato il 3 Luglio 2002

Terzo giorno di presidio alla Marzotto di Manerbio, forse la più importante azienda tessile della Bassa bresciana. Da lunedì i lavoratori hano messo in atto questa forma di protesta dopo che la direzione della fabbrica ha comunicato la scelta di mettere in cassa integrazione ordinaria 290 dipendenti, vale a dire la quasi totalità delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento di Manerbio. Uno stop forzato di quattro settimane, cioè fino alla chiusura dello stabilimento per le ferie.

“È una scelta che ci preoccupa moltissimo – spiega Enzo Torri della Femca Cisl, la Federazione dei lavoratori del settore – anche in relazione al fatto che l’azienda ha comunicato con soli due giorni d’anticipo le sue intenzioni. Un altro segnale negativo che si aggiunge ai molti che in questi mesi hanno caratterizzato la situazione aziendale della Marzotto. Non è sufficiente spiegare questa crisi con i problemi di mercato, che pure esistono. C’è un problema di scelte strategiche, di investimenti che su Manerbio non vengono fatti, e questo nonostante l’impegno formale  dell’azienda a mantenere un equilibrio delle produzioni nei vari stabilimenti”.

Obiettivo della protesta in atto è quello di ottenere un incontro immediato con la direzione centrale della Marzotto per chiedere garanzie sulla ripresa produttiva dopo le ferie, e chiedere conto dei programmi per l’immediato futuro dello stabilimento bresciano.